Nazisti

CLAUBERG Carl (1898-1957)

Ufficiale delle SS e medico, fu uno dei principali ricercatori che condussero esperimenti medici sui prigionieri ad Auschwitz. Condannato dopo la guerra a 25 anni di prigione in Unione Sovietica, venne rilasciato nel 1955. Arrestato al momento del suo ritorno in Germania, morì in ospedale prima che si celebrasse un nuovo processo a suo carico.

ECKART Dietrich (1868-1923)

Scrittore fallito e giornalista, al quale Hitler dedicò il suo libro Mein Kampf, contribuì in modo decisiva all’acquisto, da parte del NSDAP, del quotidiano Münchener Beobachter, al quale cambiò nome in Völkischer Beobachter (diventò il principale organo ufficiale di stampa tedesco dopo il 1933) e del quale fu anche il primo direttore. Morì alcolizzato nel 1923.

EICKE Theodor (1892-1943)

Comandante delle unità Totenkopf (“teste di morto”) delle SS, nel 1933 organizzò il campo di concentramento di Dachau, adottando metodi estremamente brutali e richiedendo ai suoi subalterni un’obbedienza assoluta. Nel 1934 venne nominato ispettore capo di tutti i campi di concentramento esistenti in Germania, estendendo ad essi i metodi sperimentati a Dachau. Stretto collaboratore di Himmler e di Heydrich, Eicke assunse nel 1939 il comando di una unità delle SS impegnata sul fronte orientale e qui si rese responsabile di numerosi crimini di guerra (soprattutto dell’uccisione di prigionieri). Venne ucciso sul fronte orientale durante una missione di ricognizione nel 1943.

BLOBEL Paul (1894-1951)

Obersturmbannführer (Tenente colonnello) delle SS, comandante dell’Einsatzkommando appartenente all’Einsatzgruppe C, che ebbe la responsabilità operativa del massacro di Babi Yar nel settembre del 1941.
A partire dal 1943, Blobel divenne responsabile dell’Aktion 1005, denominazione utilizzata per designare l’operazione di mascheramento e di distruzione delle prove dei massacri nell’Europa orientale.
Arrestato nel 1945, nel 1948 venne processato e condannato a morte da un tribunale internazionale per crimini di guerra. La sentenza venne eseguita nel 1951.

 

FRANK Hans (1900-1946).

Giurista, fu uno dei primi deputati del NSDAP al Reichstag, eletto nel 1930. Ministro della Giustizia dal 1935 al 1939 fu anche presidente dell’Accademia Tedesca del Diritto, massima istituzione di studi giuridici nella Germania nazista. Nel 1939 fu nominato governatore generale dei territori polacchi annessi alla Germania (“Governatorato generale”). Qui diede attuazione ad un programma che prevedeva lo sterminio degli intellettuali polacchi e fu tra i principali responsabili della persecuzione e dello sterminio degli Ebrei.
Arrestato nel 1945 e processato a Norimberga, venne condannato a morte e giustiziato come criminale di guerra nel 1946.

 

GERSTEIN Kurt (1905-1945)

Entrò nelle SS per indagare dall’interno sulla morte della sorella, che era rimasta vittima dell’operazione Eutanasia T4. Divenuto capo dipartimento presso l’Istituto di Igiene delle SS a Berlino, fu lui ad acquistare le partite di gas utilizzato nelle camere della morte di Auschwitz. Ciò nonostante, cercò ripetutamente di mettere al corrente del genocidio degli Ebrei i diplomatici stranieri e il nunzio papale a Berlino. Arrestato alla fine della guerra, si suicidò in una prigione francese mentre era in attesa di processo.

 

GOEBBELS Joseph Paul (1897-1945)

Giornalista, aderì al NSDAP nel 1922 e divenne segretario personale di Gregor Strasser. Nominato capo della sezione berlinese del partito nel 1926, dal 1928 fu il principale responsabile dell’organizzazione della propaganda, di cui si occupò anche dopo il 1933, quando divenne Ministro della propaganda e dell’informazione, incarico che conservò sino al 1945. Nel 1938 diresse, per conto del NSDAP, l’organizzazione delle violenze che le SS misero in atto contro gli ebrei nella “notte dei cristalli”. Nel 1944 fu nominato Commissario per la guerra totale.
Rimasto fedele a Hitler sino alla fine, si uccise con tutta la famiglia subito dopo il suicidio di Hitler, il 30 aprile 1945.

 

GÖRING Hermann (1893-1946)

Acquisita una certa fama durante la I guerra mondiale come asso dell’aviazione (22 aerei alleati abbattuti), dopo la fine del conflitto stentò a reinserirsi nella vita civile.
Aderì al NSDAP nel 1922 e partecipò al fallito putsch di Monaco del 1923, durante il quale venne anche ferito. Divenuto morfinomane in quello stesso periodo, durante la carcerazione di Hitler rimase a lui fedele, acquisendo agli occhi del capo del NSDAP insostituibili meriti.
Eletto deputato al Reichstag nel 1928, fu l’uomo di fiducia di Hitler a Berlino. Presidente del Reichstag nel 1932, subito prima dell’instaurazione della dittatura nazista, nel 1933 fu nominato Ministro dell’aviazione, Ministro degli interni di Prussia e generale di corpo d’armata. In qualità di Ministro degli interni di Prussia fu l’ideatore del sistema dei campi di concentramento, la cui evoluzione dipese in seguito soprattutto da Himmler. Fu direttamente responsabile dell’eliminazione della direzione delle SA nel giugno 1934.
Arrestato dagli Americani nel 1945, venne giudicato colpevole di crimini di guerra dal tribunale militare di Norimberga e condannato a morte. Si suicidò poco prima dell’esecuzione della sentenza.

 

HESS Rudolf (1894-1985).

Segretario personale di Hitler, ebbe l’incarico di scrivere materialmente il libro di Hitler Mein Kampf (1924-25), che sarebbe diventato, dopo il 1933, il libro più letto in Germania. Hess diventò nel 1933 uno dei collaboratori più stretti di Hitler e nel 1939 venne designato come secondo candidato (dopo Hermann Göring) alla sua successione.
Nel maggio del 1941 venne catturato dagli inglesi mentre, con un aereo, cercava da solo di raggiungere la Scozia. Trasferito a Norimberga nel 1945, venne processato come criminale di guerra ma, riconosciuto irresponsabile per il suo stato mentale, fu condannato all’ergastolo e incarcerato a Spandau nel 1946. Morì di vecchiaia nel 1985.

 

HEYDRICH Reinhard (1904-1942)

Ufficiale di carriera, venne espulso dalla Marina militare nel 1931 dopo essere stato processato da un tribunale militare e riconosciuto colpevole di atti di violenza contro una sua amica.
Nel 1932 divenne amico di Himmler e si iscrisse al NSDAP. Capo della polizia politica di Monaco nel 1933, nominato comandante generale del Sichereitsdienst (“servizio di sicurezza”) nel 1934, fu tra gli organizzatori della “notte dei lunghi coltelli”, ovvero dell’eliminazione dei gerarchi delle SA il 30 giugno 1934.
Nel 1936 divenne comandante della Gestapo e della Kriminalpolizei (“polizia criminale”), mantenendo il controllo separato del Sichereitsdienst. In tale duplice ruolo, Heydrich ebbe un potere incondizionato nell’organizzazione della concentrazione degli ebrei e nell’approntamento delle condizioni che avrebbero prodotto lo sterminio. Allo scopo di rendere più efficiente la macchina organizzativa nazista, incoraggiò la competizione tra il Sichereitsdienst e la Gestapo e si mise egli stesso in competizione con Goebbels per l’esecuzione della politica razziale del regime.
Nel 1939 venne incaricato di organizzare l’attività degli Einsatzgruppen al seguito dell’esercito di occupazione in Polonia. A tale scopo, firmò un’ordinanza speciale (21 settembre 1939), con la quale ordinava la ghettizzazione e la concentrazione degli ebrei polacchi, nonché la costituzione degli Judenräte. Sempre nel 1939 unificò Gestapo, Sichereitsdienst e Ordnungspolizei nel RSHA, allo scopo di centralizzare il controllo delle operazioni connesse alla politica razziale del regime. Il 31 luglio 1941 Heydrich ricevette da Göring l’autorizzazione a dirigere la “soluzione finale della questione ebraica” nell’intera Europa sotto la sfera d’influenza germanica. Per portare a termine questo incarico, egli richiese la cooperazione delle agenzie ministeriali e si fece promotore della conferenza di Wannsee, allo scopo di programmare lo sterminio nei minimi dettagli.
Nel 1940 Heydrich era stato nominato da Hitler Commissario generale della Gestapo nei territori occupati e nel 1941 divenne “Protettore del Reich” in Boemia e Moravia. Qui si rese particolarmente odioso per la brutalità dei suoi metodi, come testimonia il soprannome “boia di Praga”, con il quale veniva abitualmente chiamato dai cechi. Venne ucciso nei pressi di Praga da esponenti della resistenza ceca, il 4 giugno 1942. Per vendicare la sua morte, il 9 giugno 1942 i nazisti distrussero il villaggio di Lidice, in Boemia, uccidendo tutti i suoi abitanti maschi.

 

HIMMLER Heinrich (1900-1945)

Aderì al NSDAP nel 1922, dopo aver militato nei Freikorps e divenne il segretario di Gregor Strasser. Nel 1929 Hitler lo nominò capo delle SS, carica che mantenne sino all’aprile 1934, quando divenne capo della Gestapo. Dal 1936 fu il capo supremo degli organi di polizia della Germania nazista e fu uno tra i maggiori responsabili dell’organizzazione dei campi di prigionia e di sterminio.
Arrestato dagli inglesi nel maggio 1945, si suicidò pochi giorni dopo, sottraendosi in tal modo al processo di Norimberga e ad una sicura condanna a morte.

 

HÖSS Rudolf (1900-1947)

Iscrittosi al NSDAP nel 1922, nel 1923 prese parte ad un Feme-Mord (omicidio rituale ispirato ad una tradizione germanica medievale), per il quale venne condannato a 10 anni di carcere ed amnistiato nel 1928.
Nel 1934 si arruolò nelle SS e venne destinato al campo di concentramento di Dachau, dove rimase sino al 1938, quando venne promosso aiutante del comandante del campo di concentramento di Sachsenhausen.
Nel 1940 gli venne affidato il compito di aprire il Lager di Auschwitz, che proprio sotto la sua direzione divenne il più importante centro di sterminio del Reich. Nel dicembre 1943 fu nuovamente promosso e gli fu assegnata la direzione del dipartimento D (campi di concentramento) della II sezione del RSHA, incarico che ricoprì sino al maggio 1944, quando venne nuovamente inviato ad Auschwitz, per organizzare lo sterminio di circa 400.000 Ebrei ungheresi. Nel 1945 cercò di fuggire dalla Germania, ma venne catturato dagli Inglesi e consegnato alla Polonia. Giudicato da un tribunale polacco e condannato a morte per crimini di guerra, venne impiccato ad Auschwitz il 16 aprile 1947.

 

KREMER Johannes Paul (1884-1947)

Laureato in biologia e in medicina, divenne nel 1927 direttore dell’Istituto di Anatomia dell’università di Münster e nel 1929 conseguì la libera docenza in Anatomia. Iscritto al NSDAP nel 1932, nel 1934 divenne membro dell’VIII reparto di cavalleria delle SS. Nel 1941 passò alle Waffen-SS, ma vi prestò servizio solo a tempo determinato, durante i periodi di ferie universitarie. Nel 1942 divenne membro del Tribunale di disciplina dell’associazione medica nazista per il Gau della Westfalia del Nord, del quale divenne Presidente nel dicembre dello stesso anno. Nell’estate del 1942, durante le ferie universitarie venne assegnato all’ospedale delle SS di Praga e, dall’agosto al novembre dello stesso anno, al Lager di Auschwitz. Qui, effettuò prelievi di organi dai cadaveri di prigionieri uccisi con iniezioni di fenolo. Arrestato dagli Inglesi nel 1945 come membro delle SS, durante il suo interrogatorio la Commissione d’inchiesta inglese venne a conoscenza dell’attività svolta ad Auschwitz e ordinò il sequestro del suo diario, nel quale aveva documentato gli assassini compiuti nel Lager. Processato nel 1947 per crimini di guerra, venne condannato a morte dal Tribunale supremo di Cracovia, ma la pena venne commutata nell’ergastolo nel gennaio 1948. Nel gennaio 1958 venne rilasciato per buona condotta e per l’età avanzata e fece ritorno in Germania, dove venne nuovamente arrestato. Il tribunale di Münster lo condannò nel 1960 a 10 anni di carcere, ma non dovette scontarli, in quanto la pena venne assorbita dal periodo di carcerazione scontato in Polonia.

 

RÖHM ERNST (1887-1934)

Proveniente da una famiglia di ufficiali dell’esercito, partecipò alla I guerra mondiale e venne congedato con il grado di capitano. Dopo il congedo non riuscì a reinserirsi nella vita civile e si unì ai Freikorps comandati dal generale von Epp, prendendo parte alla repressione della rivoluzione sovietica di Monaco (1919).
Entrato nel NSDAP nello stesso anno, fondò le SA e fu il responsabile dell’organizzazione e dell’attività paramilitare del NSDAP tra il 1921 e il 1923. Nel 1923, poco prima del tentativo di “putsch” compiuto a Monaco di Baviera, venne sostituito nell’incarico da Hermann Göring, si cui Hitler si fidava maggiormente. A questo periodo risale la pericolosa rivalità tra Röhm e Göring, che si attenuò (per breve tempo) soltanto tra il 1931 (anno in cui Röhm divenne nuovamente responsabile delle SA) e il 1933.
Esponente parlamentare del partito, nel 1933 entrò a far parte del primo governo Hitler. Nella sua posizione di responsabile organizzativo delle SA, si fece tuttavia promotore di un progetto politico per sostituire le stesse SA all’esercito regolare, creandosi nemici irriducibili tra gli esponenti delle alte gerarchie militari tradizionali.
Nel 1934 la rivalità con Göring, diventato Ministro degli Interni della Prussia, si riaccese; le pressioni congiunte di quest’ultimo e degli alti ufficiali dell’esercito indussero Hitler a ordinare l’uccisione di Röhm e dell’intero stato maggiore delle SA. Le SS eseguirono l’incarico nel giugno del 1934, durante una riunione nazionale della direzione delle SA (“Notte dei lunghi coltelli”).

 

ROSENBERG Alfred (1893-1946)

Tedesco di origine russa, autore di quello che sarebbe diventato uno dei testi più sistematici dell’ideologia nazionalsocialista: Der Mythus des 20. Jahrhunderts (1930).
Aderì al NSDAP poco dopo l’adesione di Hitler e nel 1921 divenne il direttore responsabile del quotidiano nazista, il Völkischer Beobachter. Nel 1933 venne nominato responsabile della politica estera del NSDAP ed ebbe una certa influenza sul Ministero degli Affari Esteri. Nel 1940 Hitler lo nominò direttore della Hohe Schule (“Alta Scuola”), che nei progetti nazisti avrebbe dovuto diventare, dopo la guerra, una sorta di facoltà universitaria per lo studio della dottrina nazista. Gruppenführer delle SS, nel luglio del 1941 venne nominato da Hitler Commissario del Reich per i Territori Orientali occupati. In tale ruolo, fu oggettivamente il principale responsabile politico dei massacri perpetrati dai nazisti soprattutto in Bielorussia e in Ucraina.
Sfruttando la sua carica, creò una unità speciale, denominata Einsatzstab Rosenberg (“Unità speciale Rosenberg”), incaricata di saccheggiare oggetti d’arte e mobilio pregiato appartenenti ad ebrei nell’Europa orientale occupata. Arrestato nel 1945 dagli Americani, fu condannato a morte al processo di Norimberga e impiccato nel 1946.

STRASSER Otto e Gregor

Esponenti dell’ala “sinistra” del NSDAP, contribuirono alla formazione delle SA ed ebbero un ruolo di primo piano nell’organizzazione paramilitare del partito. Gregor (1892-1934), decorato con la Croce di ferro durante la I guerra mondiale, nel 1918, dopo il congedo, entrò nei Freikorps del generale von Epp, diventandone ufficiale, ed ebbe alle sue dirette dipendenze il giovane Himmler. Comandante di un distaccamento di SA durante il tentato “putsch” di Monaco del 1923, fu condannato e imprigionato insieme a Hitler e agli altri organizzatori nazisti. Uscito dal carcere in seguito alla sua elezione al parlamento bavarese nel 1924, divenne co-presidente del NSDAP insieme a Ludendorff, inimicandosi personaggi, come Streicher e Goering. Instancabile organizzatore, a lui si deve la diffusione del NSDAP nella Germania del Nord, nel periodo in cui Hitler si trovava ancora in carcere.
Otto Strasser (1897-1974), il più giovane dei fratelli, fu tra i due l'”intellettuale”. Dopo avere condiviso con il fratello Gregor le vicende del NSDAP negli anni Venti, nel 1930 entrò in forte contrasto con Hitler a proposito della natura stessa del nazionalsocialismo. Avendo sempre concepito quest’ultimo come una forma nazionale e anti-capitalistica del socialismo, costituì per Hitler un imbarazzante ostacolo alla legittimazione del NSDAP presso gli esponenti del grande capitalismo tedesco. Ripetutamente richiamato alla disciplina di partito, Otto Strasser rifiutò ostinatamente di conformarsi ai voleri di Hitler (per il quale l’appoggio della grande industria era indispensabile al completamento della scalata al potere) e venne espulso dal NSDAP il 4 luglio 1930. Sei mesi più tardi fondò L’Unione dei Nazionalsocialisti Rivoluzionari [noti anche come “Schwartz Front” (“Fronte Nero”)], che tuttavia non riuscì a contrastare efficacemente, sul piano politico-elettorale, il NSDAP.
Dopo l’ascesa di Hitler alla Cancelleria, Otto Strasser andò in esilio a Praga, dove pubblicò il periodico Die Deutsche Revolution (“La rivoluzione tedesca”), dalle cui pagine attaccò violentemente la dittatura hitleriana, ma continuò a difendere la dottrina nazionalsocialista.
Le vicende di cui Otto Strasser fu protagonista dopo il 1930 furono fatali per il fratello Gregor. I nemici che si era fatto negli anni Venti durante la co-presidenza del NSDAP e la personale avversione di Hitler, che ne temeva la forte personalità e le doti di organizzatore, gli costarono la vita: benché si fosse riconciliato con Hitler nel 1932, il 30 giugno del 1934 (durante la “notte dei lunghi coltelli”) venne fatto arrestare dalla Gestapo e scomparve nel nulla. Otto Strasser tornò in Germania nel 1949, tentando senza alcun successo di dar vita ad una nuova formazione politica nazionalsocialista. Morì a monaco di Baviera nel 1974.

 

STREICHER Julius (1885-1946)

Insegnante, fondò a Norimberga, nel 1918, un’associazione antisemita e nel 1921 si iscrisse al NSDAP. Nel 1924, durante la crisi del partito seguita al fallito putsch di Monaco (1923) e la detenzione di Hitler, divenne Gauleiter del NSDAP in Franconia.
Eletto deputato al Reichstag nel 1932, fondò e diresse la rivista antisemita Der Stürmer, che si distinse per la violenza, la rozzezza e la volgarità della sua linea editoriale. Il 1 aprile 1933 fu tra gli organizzatori del boicottaggio del commercio ebraico in Germania, primo atto del percorso che avrebbe condotto alle persecuzioni e allo sterminio e nel 1935 fu tra gli ispiratori delle leggi razziali di Norimberga e prese parte attiva a tutte le decisioni delle alte gerarchie naziste in merito alla “soluzione finale” della “questione ebraica”. Processato dal tribunale internazionale di Norimberga e dichiarato colpevole di crimini contro l’umanità, venne condannato a morte e giustiziato nel 1946.

 

STAHLECKER Franz Walter (1900-1942)

Gruppenführer (Generale di divisione) delle SS, nell’estate del 1941 venne nominato comandante dell’Einsatzgruppe “A”.

Acquisì notevoli meriti, agli occhi di Hitler, per la brutalità dei metodi che gli uomini da lui comandati utilizzarono nelle repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania). Morì il 23 marzo 1942, durante uno scontro con una formazione di partigiani sovietici.

 

NEBE Artur (1894-1944 o 1945).

Figlio di un insegnante, aspirante teologo, prima del primo conflitto mondiale studiò l’ebraico. Arruolatosi come volontario nell’esercito nel 1915, divenne ufficiale del genio nel 1916 e fece una brillante carriera, venendo congedato nel 1920 come aiutante di reggimento. Dopo la guerra studiò giurisprudenza e medicina legale all’università di Berlino ed entrò nella polizia criminale nell’aprile 1920, dove godette della protezione personale di Berhard Weiss, comandante in capo della polizia di Berlino, di origini ebraiche, contro il quale il giovane protetto iniziò ben presto a tramare. Nel giugno del 1931 Nebe entrò a far parte delle SS , nel mese di luglio si iscrisse al NSDAP e in novembre venne accettato nelle SA. Nel 1932 formò la cellula degli ufficiali di polizia di Berlino aderenti al NSDAP. Il 1 aprile del 1933, accreditandosi come uno strenuo antisemita durante il boicottaggio del commercio ebraico, diede inizio ad una carriera folgorante: all’epoca commissario della polizia criminale, circa sei mesi dopo (ottobre 1933) divenne Regierungsrat (l’equivalente di un prefetto) e nel dicembre dello stesso anno divenne capo-prefetto. Nel 1936 salì di grado nelle SS e nel 1937 divenne Reichskriminaldirektor (Direttore della polizia criminale).
Dopo un efficace apprendistato, tra il 1939 e il 1941, nel programma Eutanasia, diventato Gruppenführer (Generale di divisione) delle SS, nell’estate del 1941 venne nominato comandante dell’Einsatzgruppe “B”, che operò in Bielorussia e nella Russia Occidentale. Durante il suo incarico, le unità da lui comandate uccisero 45.467 persone, prevalentemente ebrei.
Richiamato in Germania nel 1943, entrò in conflitto con qualche potente gerarca nazista e, dopo l’attentato a Hitler venne giustiziato nel 1944 o nel 1945, in seguito ad una “resa dei conti” interna al NSDAP.

 

THOMAS Max (-1944)

Gruppenführer (Generale di divisione) delle SS, nell’estate del 1941 venne nominato comandante dell’Einsatzgruppe “C”, attivo soprattutto in Ucraina, dove si verificarono le fucilazioni di massa di ebrei quantitativamente più rilevanti. Sarebbe morto in combattimento sul fronte orientale nel 1944.

 

OHLENDORF Otto (1908-1951)

Gruppenführer (Generale di divisione) delle SS, nell’estate del 1941 venne nominato comandante dell’Einsatzgruppe “D”, che avrebbe dovuto operare in Transcaucasia (ciò che non avvenne solo perché l’avanzata tedesca si fermò in seguito alla sconfitta subita da parte dei sovietici a Stalingrado).
Catturato dall’esercito statunitense nel 1945, fu uno dei principali imputati al processo contro i comandanti degli Einsatzgruppen, tenutosi a Norimberga tra il 29 settembre 1947 e il 12 febbraio 1948. Riconosciuto colpevole di crimini contro l’umanità e condannato a morte dal tribunale militare alleato, Ohlendorf fu impiccato nel 1951.

 

 

MENGELE Josef (1911-1978?)

Medico, entrò nel NSDAP nel 1937 e nelle SS nel 1938. Dal giugno 1940 al maggio 1943 prestò servizio attivo nelle Waffen-SS come ufficiale medico, con il grado di Untersturmführer. Nel maggio del 1943, mentre prestava servizio sul fronte russo, ricevette la promozione ad Hauptsturmführer e venne inviato al campo di sterminio di Auschwitz, dove rimase sino alla sua evacuazione, il 18 gennaio 1945.
Il periodo trascorso ad Auschwitz contribuì alla fama sinistra che si conquistò nel dopoguerra e al soprannome “Dottor Morte”, che gli venne dato dai detenuti di Auschwitz durante la sua permanenza al campo. Egli infatti era addetto alle selezioni dei prigionieri: sia alle selezioni che venivano effettuate quando i trasporti di detenuti giungevano al campo (circa l’85% di essi veniva inviato direttamente nelle camere a gas), sia alle selezioni periodiche cui venivano sottoposti i detenuti destinati al lavoro forzato (coloro che venivano giudicati inabili al lavoro venivano inviati nelle camere a gas e uccisi).
Zelante esecutore della politica nazista di sterminio, ma non privo di ambizioni scientifiche, nel tempo libero dal servizio Mengele si dedicò ad esperimenti medici pseudo-scientifici, utilizzando come cavie i prigionieri. I suoi personali esperimenti erano finalizzati soprattutto allo studio dei gemelli, ma in qualità di ufficiale medico di grado più elevato ad Auschwitz fu responsabile anche della sterilizzazione di circa 15.000 detenute ebree e dell’uccisione di moltissimi soggetti sperimentali.
Al termine della guerra Mengele fece perdere le proprie tracce, ma nel 1949 la sua presenza venne segnalata in Argentina, dove avevano trovato rifugio molti ex criminali di guerra nazisti. Le sue responsabilità erano state documentate al processo di Norimberga e nel 1959 le autorità della Germania occidentale iniziarono le pratiche per la sua estradizione, chiedendo alla polizia argentina di arrestarlo. Mengele riuscì ancora una volta a sfuggire alle proprie responsabilità e riparò dapprima in Brasile, poi in Paraguay. Secondo alcune testimonianze sarebbe morto di morte naturale in Paraguay nel 1978, ma le autorità dello Stato di Israele, da cinquant’anni impegnate nella caccia ai criminali nazisti scampati alla giustizia, si sono sempre mostrate scettiche per questo epilogo del caso Mengele.
Nel febbraio del 1985, presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme, che raccoglie la memoria storica dello sterminio degli ebrei d’Europa, si è tenuto, in absentia, un processo pubblico contro Mengele, con la partecipazione dei sopravvissuti ad Auschwitz che hanno subito i suoi esperimenti.

 

EICHMANN Adolf (1906-1962)

Obersturmbannführer (tenente colonnello) delle SS (Sezione Ebraica della Gestapo), tra il 1942 e il 1944 fu il responsabile organizzativo dei trasporti verso i campi di sterminio degli ebrei provenienti da tutta l’Europa. Arrestato dall’esercito statunitense nel 1945, nel 1946 riuscì ad evadere dal campo d’internamento nel quale era detenuto e raggiunse l’Argentina, dove visse indisturbato sino al 1960. Rintracciato l’11 maggio 1961 dal servizio segreto israeliano, fu arrestato e trasferito in Israele. Processato da un tribunale civile (aprile-dicembre 1961), venne riconosciuto colpevole di “crimini contro l’umanità” e condannato a morte. L’esecuzione della sentenza, mediante impiccagione, avvenne il 31 maggio 1962.

 

KALTENBRUNNER Ernst (1903-1946)

Avvocato austriaco, entrò nel NSDAP nel 1932 e divenne responsabile delle SS austriache nel 1935. Dopo l’annessione dell’Austria alla Germania, venne promosso SS Gruppenführer e ricevette la nomina a Segretario di Stato per la pubblica sicurezza nell’Ostmark (il nome dato all’Austria dopo l’annessione). Nel periodo in cui ricoprì tale incarico (1938-1941), fu responsabile del Zentralstelle fur Judische Auswanderung (“Ufficio centrale per l’emigrazione ebraica”) di Vienna [organismo che gestì le espropriazioni subite da circa 150.000 ebrei austriaci costretti a lasciare il Paese tra il 1938 e il 1939 (tra costoro vi furono anche personalità eminenti della cultura, come Albert Einstein e Sigmund Freud)], la cui direzione operativa venne affidata a Adolf Eichmann.
Dopo l’uccisione di Reinhard Heydrich (4 giugno 1942), Kaltenbrunner venne nominato (il 30 gennaio 1943) suo successore alla direzione della Sichereitspolizei, della Gestapo e del RSHA. Accettando tali incarichi, assunse un ruolo di primo piano nella realizzazione dello sterminio degli ebrei d’Europa, soprattutto nella fase culminante dell’organizzazione criminale dei campi di sterminio.
Arrestato dagli statunitensi nel 1945, nel 1946 venne processato a Norimberga. In tale circostanza, assunse una linea difensiva pateticamente volta a negare di conoscere il destino degli ebrei di cui il suo ufficio ordinava lo sterminio («non ne avevo assolutamente idea», dichiarò alla corte). Riconosciuto colpevole di crimini contro l’umanità, venne condannato a morte e impiccato il 16 ottobre 1946.

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