Yemen

Lo Yemen (in arabo: اليمن, al-Yaman) è uno Stato posto all’estremità meridionale della Penisola araba; il suo nome ufficiale è Repubblica Unita dello Yemen.
Confina a nord con l’Arabia Saudita e ad est con l’Oman. Le sue coste sono bagnate ad ovest dal Mar Rosso e a sud dal Golfo di Aden (Oceano Indiano).
La repubblica dello Yemen, oltre al territorio continentale, comprende l’arcipelago di Socotra, composto da quattro isole di cui l’isola di Socotra nell’Oceano Indiano, e gli arcipelaghi di Perim e Kamaran nel Mar Rosso.
Economicamente lo Yemen è tra i Paesi più poveri del mondo, con condizioni di sottosviluppo diffuso e dipendenza pressoché totale da aiuti esterni, nonostante indubbi progressi siano stati fatti dal 1990, anno della riunificazione[4].
Storia
Lo Yemen è uno dei più antichi centri di civilizzazione del mondo. Fino almeno dal secondo millennio a.C. nella regione si sono insediate popolazioni che hanno sfruttato le particolari caratteristiche orogenetiche del territorio. Ricco di alture e di corsi d’acqua a carattere perenne, lo Yemen (dalla radice linguistica semitica <y-m-n>, lett. “destro” o “meridionale”) ospita un tipo di vegetazione che produce sostanze particolarmente appetite dalle culture circostanti, che i Greci chiamavano aromata e che, sinteticamente, possiamo riferire essenzialmente all’incenso.
La capacità di influire idrograficamente sul territorio permise, fin dalle epoche più antiche, ai Sabei che colonizzarono il paese di mettere a frutto la fertilità del suolo, tanto da legittimare il detto beduino secondo cui lo Yemen è un posto in cui non sono necessarie le provviste perché la natura dà tutto.
Tra il IX secolo a.C. e il VI secolo, nello Yemen si svilupparono diversi regni: Saba, quello di Awsan, dei Minei, dei Qatabanici, dell’Ḥaḍramawt e quello himyarita, ed altri ancora che controllavano diversi importanti centri commerciali.
Lo Yemen era noto agli antichi romani come Arabia Felix per via dei suoi lucrosi traffici commerciali. Augusto provò a conquistarla, ma la spedizione fallì. Intorno al 520 fu annessa al regno etiope di Aksum e nel 570all’impero dei Sasanidi.
A seguito della distruzione di Ma’rib molti Sabei, tra la fine del VI secolo e l’inizio el VII secolo abbandonarono la regione e migrarono nel Nord Africa e nella parte settentrionale della penisola Araba.
Dal VII secolo il Paese seguì la sorte del califfato, dapprima quello omayyade e poi abbaside, pur godendo di ampi spazi di autonomia sostanziale a causa di una sempre maggiore “perifericità”, sfruttata da vari movimenti ereticali islamici per sfuggire alla repressione delle autorità sunnite di Damasco dapprima e di Baghdad successivamente. Così il Kharigismo ibadita e quindi l’alidismo più estremo (che prese le forme delloZaydismo) s’impiantarono in modo più o meno indisturbato nelle aspre regioni yemenite. Come il resto della Penisola araba, anche lo Yemen prese a muoversi nell’orbita dell’Egitto, il Paese che, con le sue coste orientaliche s’affacciano sul Mar Rosso, aveva minori problemi per mantenere un accettabile interscambio con le regioni yemenite.
Nello Yemen si susseguirono dinastie locali, la più interessante delle quali, tra il IX secolo e i primi dell’XI secolo, fu quella zaydita, del tutto rispettosa nei confronti del califfato abbaside. Nelle aree fra Janad e inHadramawt sorse allora la dinastia yuʿfiride, chiamata a reggere il governatorato yemenita settentrionale proprio da uno Ziyadide, mentre cominciava ad affermarsi nel paese lo Sciismo zaydita e quello ismailita-fatimideche ai primi del X secolo si era impadronito dell’Egitto. Gli Zayditi, sotto la guida di Yaḥyā b. al-Ḥusayn al-Rassī (il futuro al-Hādī ilā l-Ḥaqq), assunsero il controllo dell’oasi di Najrān, avviando una dinastia che, a causa del suo nome, fu chiamata rasside, in grado di sopravvivere fino alla fine del XIV secolo.
Minareto della moschea al-Muhdhar a Tarīm
I Fatimidi intanto riuscirono a tessere un’abile tela politica che portò infine al potere nel meridione yemenita la dinastia sulayhide (1047-1138), ad essi fedele, sostituendosi a quella yuʿfiride. Fra tutte le personalità di questa dinastia merita una speciale menzione una donna che governò con mano ferma i domini del suo defunto marito ʿAlī al-Ṣulayḥī: la Sayyida al-Ḥurra (La Signora Libera), Arwā bint Aḥmad, nota anche come la “piccola Bilqīs”[5], in grado di regnare con grande intelligenza ed energia per 53 anni (1084-1137).
Tra il 1099 e il 1173 Ṣanʿāʾ cadde sotto le mani dei Banū Ḥātim, sultani di Hamdān, mentre ʿAlī b. Mahdī (il cui Islam era venato di elementi kharigiti) cercava di ritagliarsi un suo proprio dominio. Proprio per sfuggire a questo pericolo incombente, la città di Zabīd si appellò all’allora vizir fatimide, Saladino, che inviò nello Yemen per “pacificarlo” suo fratello Shams al-Dīn Tūrānshāh.
Più tardi, dopo una serie di governatori ayyubidi il Paese fu affidato alla dinastia vassalla dei Rasulidi, che si dimostrarono governanti non disprezzabili, riuscendo a dare nuovo impulso anche culturale e architettonico[6]allo Yemen.
A metà del XV secolo la dinastia divenne preda dei soldati schiavi (mamelucchi) dei Rasulidi e di una famiglia loro avversa: quella dei Tahiridi (da Ṭāhir b. Maʿūkha), uno dei signori del Juban e di al-Miqrāna.
Nel XVI secolo, fino al XX secolo lo Yemen entrò a far parte dell’Impero ottomano (anche se lo Zaydismo di fatto seguitò a governarne le regioni più interne) che aveva conquistato l’Egitto e la Siria e che per vari motivi (strategici certamente, ma anche spirituali) volle a tutti i costi prendere il controllo della Penisola araba, pur contentandosi nei fatti di controllare le sole città costiere e che, in alcuni momenti, prese il controllo anche delle zone più meridionali.
Il Nord dello Yemen divenne indipendente dall’Impero ottomano nel 1918 e nel 1962 vi fu proclamata la Repubblica Araba dello Yemen.
Nel 1839 l’Impero Britannico aveva occupato il porto della città di Aden e ne aveva fatto una colonia, circondata da alcuni protettorati su cui esercitava un’effettiva influenza. Nel 1967 i britannici, sotto la spinta di forze insurrezionaliste fomentate soprattutto dall’Egitto, si ritirarono e qui nel 1970 fu instaurato il regime comunista della Repubblica Democratica Popolare dello Yemen, anche noto come Yemen del Sud.
Nel 1978 iniziò nel nord il Governo assolutista di ʿAlī ʿAbd Allāh Ṣāleḥ. Dopo alcuni anni di trattative, il 22 maggio 1990 i due Stati yemeniti si riunirono in un unico Stato, l’attuale Yemen. Nel luglio 1994 alcuni ufficiali e politici di ispirazione marxista proclamarono la secessione della regione meridionale dello Yemen che assunse il nome di Repubblica Democratica dello Yemen con capitale Aden. Non riconosciuto internazionalmente, questo tentativo di secessione venne stroncato in due settimane di combattimenti dalle forze governative. Non si verificarono rappresaglie di rilievo e fu garantita l’amnistia ai combattenti e ai membri della frangia secessionista, con l’eccezione dei capi che riuscirono in buona parte a fuggire all’estero. Successivamente vennero avviate riforme politiche allo scopo di evitare nuove possibili ribellioni, in particolare venne stabilita l’elezione del presidente della repubblica con voto popolare.
Il 27 febbraio 2012 Ṣāleḥ ha formalmente ceduto il potere al suo ex vice, Abed Rabbo Mansour Hadi[7].
Geografia
Mappa del mar Arabico

Lo Yemen si trova nel medio oriente, nel sud della penisola araba, confinante con il mar Arabico, il golfo di Aden e il mar Rosso e ad est con l’Oman e a nord con l’Arabia Saudita. Le frontiere con l’Arabia Saudita sono state definite con esattezza solo recentemente, in quanto si tratta di territori per larga parte disabitati.
Appartengono allo Yemen le isole Hanish e l’isola di Zuqar, l’isola di Kamaran e di Perim, tutte nel mar Rosso, mentre l’isola yemenita di Socotra si trova nel mar Arabico.
Con una superficie di 527 970 km² lo Yemen è il 49º stato per estensione territoriale (viene dopo la Francia). Per dimensioni si può comparare alla Thailandia.
Morfologia
Lo Yemen, dal punto di vista geografico, si può dividere in quattro regioni principali: le pianure costiere ad occidente, gli altipiani occidentali, quelli centrali e il deserto del Rub’ al-Khali ad est.
Le pianure costiere dette Tihāma (terre calde), sono molto aride. Nonostante ciò sono presenti diverse lagune, anche malsane, risultando infestate da insetti portatori della malaria.
Le Tihāma terminano bruscamente ai piedi degli altopiani occidentali. Quest’area di rilevi collinari e montani è oggi intensivamente terrazzata per far fronte al fabbisogno di cibo, presenta la più alta quantità di precipitazioni d’acqua della Penisola araba; si passa dai 100 mm all’anno delle zone più aride ai 760 mm annui di Ta’izz, ed agli oltre 1 000 di Ibb. Qui l’agricoltura si presenta molto diversificata, con predominanza di colture di sorgo, ma con la presenta di coltivazioni di cotone e di alberi da frutta, tra cui il mango.
Notevole è l’escursione termica tra il giorno e la notte. In questa regione si trovano corsi d’acqua perenni. L’evaporazione nella Tihāma è però così forte che i corsi d’acqua provenienti dagli altopiani non raggiungono il mare, anche se contribuiscono a formare consistenti riserve di falde acquifere.
Gli altopiani centrali si trovano a un’altezza superiore ai 2 000 m. Quest’area riceve minori precipitazioni rispetto agli altipiani occidentali perché posta al riparo delle montagne, ma riceve comunque pioggia a sufficienza perché si possano realizzare colture estensive, tanto di frumento quanto di orzo. Qui le temperature diurne sono tra le più elevate della Terra: variazioni tra i 30 °C del giorno agli 0 °C della notte sono considerate normali. La capitale San’a si trova in questa regione. La montagna più alta dell’altopiano yemenita è il Jabal Nabi Shuab di 3760 m s.l.m.
Il deserto del Rubʿ al-Khālī a est si trova ad un’altitudine molto inferiore, generalmente sotto i 1 000 m e non riceve quasi alcuna precipitazione piovosa. È popolato unicamente da beduini che allevano mandrie didromedari.
Idrografia
Lo Yemen è caratterizzato dai solchi degli uidian, che attraversano varie zone del paese ed hanno percorsi differenti tra loro; nella fascia occidentale l’orlo dell’altopiano essi sono corsi d’acqua veloci e a regime torrentizio, che scendono dalla scarpata sia verso il mare (uadi Saham), sia verso i deserti dell’interno (uadi Adhanah); al centro del territorio, su un tratto parallelo alla linea di costa scorre, per ca. 600 km, il maggiore dei fiumi yemeniti, l’uadi Hadhramaut (che poi, in direzione della foce, assume il nome di uadi al Masilah). Nella fascia orientale gli uidian si perdono per lo più nelle sabbie del deserto.
Clima
Il clima è prevalentemente tropicale; sulla costa le estati sono molto calde e umide, temperate sugli altopiani. I periodi migliori per visitare gli altopiani sono marzo-aprile e ottobre-novembre. Sulle coste il periodo più adatto va da dicembre a febbraio; le temperature vanno dai 24 gradi di gennaio ai 32 di giugno ad Aden, mentre a San’aa si hanno medie massime di 20 °C e minime persino di -5 °C.; per quanto riguarda le precipitazioni, sono più frequenti nelle aree montuose, mentre nelle zone interne sono scarse ed il terreno è perlopiù arido.
Demografia
Lo Yemen è quasi esclusivamente abitato da cittadini di etnia araba. Il 93% della popolazione è composto da yemeniti; il resto sono somali (3%), neri (2%) ed europei (1%); nel 2012 la popolazione era di oltre 24 milioni di abitanti[8], con una densità per km quadrato di 46,92 abitanti[9] e un tasso di crescita del 2,58 al nel 2012[10].
Religione
Nello Yemen la religione più praticata è l’islam sunnita. La millenaria presenza ebraica nello Yemen si è conclusa nel 2009 quando gli ultimi esponenti della comunità, minacciati sia da Al Qaeda che dai ribelli sciiti, sono emigrati in Israele e negli Stati Uniti.
Lingue
Anche se la lingua nazionale è l’arabo (parlato in diversi dialetti regionali), lo Yemen è una delle madrepatrie della famiglia di lingue semitiche, che include anche le lingue non arabe dell’antico regno dei sabei; a Socotra gli abitanti parlano un loro dialetto il soqotri.
L’inglese è insegnato come lingua straniera nelle scuole pubbliche, anche se la qualità dell’istruzione pubblica è bassa. Il numero di persone che parlano l’inglese nello Yemen è basso se comparato a quello di altri paesi arabi, come l’Egitto, il Libano o l’Arabia Saudita. Le scuole private hanno inserito nel proprio insegnamento anche lo studio del francese.

Ordinamento dello stato
Lo Yemen, secondo la costituzione del 1991 più volte modificata, è una repubblica presidenziale. Anche se in teoria il sistema politico è basato sul pluralismo politico, il Congresso generale del Popolo, il cui leader era il presidente Saleh, che era da decenni il partito dominante.
Suddivisione amministrativa
Mappa dei governatorati
Dal febbraio del 2004, lo Yemen è suddiviso in 20 governatorati e una municipalità.
Città principali
La città vecchia di San’a
Politica
Lo Yemen è una repubblica con una legislatura bicamerale. Secondo la Costituzione del 1991 oltre al presidente possono essere eletti all’Assemblea 301 posti di rappresentanti, e 111 membri del Consiglio della Shura. Il presidente è il capo dello Stato , e il primo ministro è il capo del governo.
La Costituzione del 1991 prevede che il presidente sia eletto dal voto popolare da almeno due candidati approvati da almeno quindici membri del Parlamento. Il primo ministro, a sua volta, è nominato dal presidente e deve essere approvato da due terzi del Parlamento. Il mandato presidenziale è di sette anni e il mandato parlamentare è di sei anni. Il suffragio è universale per i 18 anni di età, ma solo i musulmani votare.
Politica estera
Lo Yemen è uno dei membri fondatori della Lega Araba. Ammessa alle Nazioni Unite nel 1947. Le divisioni interne allo Yemen stanno avendo anche un riflesso internazionale: il Presidente yemenita Abed Rabbo Mansour Hadi, nel luglio del 2012, ha denunciato la scoperta di una rete di cellule iraniane creata, secondo le accuse della autorità locali, per finanziare e sostenere il movimento separatista degli Houthi[11]. La scoperta della cellula iraniana, ha innescato una crisi diplomatica tra Iran e Yemen, con il rifiuto del Presidente di Sana’a di incontrare il Presidente iraniano Ahmadinejad[12]. Nel maggio scorso, un articolo del Guardian riportava la notizia che un attivista proveniente dal sud dello Yemen, era stato avvicinato da agenti iraniani allo scopo di formare un movimento secessionista nel sud del Paese. Dopo il primo approccio, gli diversi attivisti erano stati poi trasferiti a Damasco per incontrare rappresentanti del Governo iraniano presso l’Ambasciata dell’Iran in Siria[13]. Nonostante il comune dialetto e la comune religione, anche le relazioni diplomatiche con la vicina Arabia Saudita hanno subito diverse crisi dovute a dispute di tipo territoriale, particolarmente sulla linea di confine tra i due Paesi. Si tratta di un lontano conflitto, ancora non totalmente sanato nonostante il Trattato di Taif del 1934[14].
Ordinamento scolastico
Il tasso di alfabetizzazione degli adulti nel 2010 è stato del 63,9 %[15] ed il governo si è impegnato a ridurre l’analfabetismo a meno del 10 % entro il 2025. Nello Yemen la formazione di base è composta da 9 anni di istruzione elementare obbligatoria per i bambini di età compresa tra 6-14 anni. Un progetto di sette anni per migliorare la qualità e l’efficienza dell’istruzione secondaria, concentrandosi sui bambini nelle zone rurali, è stato approvato dalla Banca Mondiale nel marzo 2008. A seguito di questo, lo Yemen ha aumentato la sua spesa per l’istruzione dal 4,5% del PIL nel 1995 al 9,6% nel 2005.
Sistema sanitario
Un dottore yemenita visita un bambino in una clinica
Secondo le stime del 2009, l’aspettativa di vita nello Yemen è 63 anni. Nonostante i significativi progressi che lo stato ha fatto per ampliare e migliorare il proprio sistema sanitario negli ultimi dieci anni, quest’ultimo rimane gravemente sottosviluppato. Le spese totali per l’assistenza sanitaria nel 2009 costituivano il 5,6% del prodotto interno lordo[16]. In quello stesso anno, la spesa pro capite per la sanità è stata molto bassa rispetto ad altri paesi del Medio Oriente, circa 34 dollari pro capite secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo la Banca Mondiale, il numero di medici nello Yemen è aumentato in media di oltre il 7 % tra il 1995 e il 2000, ma a partire dal 2009 c’era una densità di 0,3 medici per 1000 persone[17]. Nel 2009 lo Yemen aveva solo una densità di posti letto disponibili di circa lo 0,7 per 1000 persone. I servizi sanitari sono particolarmente scarsi nelle aree rurali, solo il 25 % delle zone rurali sono coperte dai servizi sanitari, rispetto all’80% delle aree urbane. La maggior parte dei decessi infantili sono causate da malattie per le quali esistono vaccini. Inoltre Sana’a potrebbe diventare la prima capitale al mondo a corto di acqua potabile.
Forze armate
Soldati yemeniti, Agosto 2011
Le forze armate dello Yemen sono lo Yemen Army (esercito) la Marina Militare yemenita (Yemen Navy) e l’Air Force (l’aeronautica militare yemenita). Una profonda riorganizzazione delle forze armate è in corso; le forze aeree unificate e le difese aeree sono ora sotto un unico comando. La marina ha la base ad Aden ed il totale delle forze armate conta circa 401.000 persone attive. Il comandante delle forze armate è il Maresciallo Abd Rabbuh Mansur al- Hadi che è anche il Presidente dello Yemen. Il numero del personale militare nello Yemen è relativamente alto, infatti lo Yemen ha il secondo più grande esercito della penisola arabica dopo l’Arabia Saudita. Nel 2012 sono stati stimati come segue i seguenti numeri di truppe attive : esercito conta 390.000 militari; la navy ha 7.000 militari e l’aviazione sui 5000 soldati. Nel settembre 2007, il governo ha annunciato il ripristino del servizio militare obbligatorio. La spesa per la difesa yemenita, che nel 2006 era il 6,6 per cento del bilancio statale[18], dovrebbe rimanere alta per il breve termine, perché le minacce alla sicurezza interna continuano a crescere. Nel 2012 lo Yemen aveva 5.652.256 persone impiegate nella difesa attive[19].
Economia
Lo Yemen rappresenta il più povero dei paesi della penisola arabica; la continua situazione di instabilità ha finora compromesso una reale attuazione dei progetti pubblici e privati e l’attuazione delle auspicate politiche di trasparenza e di incentivi agli investimenti stranieri. Il paese è uno dei meno sviluppati del pianeta con il PIL all’87º posto tra quelli mondiali[20], mentre è al 149 posto per PIL procapite[21]. La corruzione dilagante è il primo ostacolo allo sviluppo del paese, e limita gli investimenti locali ed internazionali. Gli investimenti esteri infatti rimangono in gran parte concentrati intorno dell’industria petrolifera della nazione. All’inizio del 1995, il governo dello Yemen ha lanciato un programma di riforma economica, finanziaria e amministrativa (EFARP) con il sostegno della Banca Mondiale e del FMI. Questi programmi hanno avuto un impatto positivo sull’economia dello Yemen e hanno portato alla riduzione del deficit di bilancio che è diventato inferiore al 3% del prodotto interno lordo (PIL) nel periodo 1995-1999 e delle correzioni agli squilibri macro – finanziari con un tasso di crescita nel settore non -oil che è aumentato del 5,6 % dal 1995 al 1997; nel 2011 c’era una forza lavoro corrispondente a 7.030.000 persone, mentre il tasso di disoccupazione era del 35% nel 2003[22]. Dopo le riforme, dal 1999 al 2010 comunque l’economia yemenita è cresciuta sebbene con tassi di crescita bassi[23]. Il prodotto interno lordo è cresciuto molto passando da 12,7 miliardi di dollari del 1999 ai 58,71 miliardi di dollari del 2011[24].
Settore primario
Il settore primario, incentrato soprattutto sull’agricoltura, occupa quasi metà della popolazione, anche se i territori non sono molto fertili, e solo in minima parte, per il 3%, sono coltivabili. I principali prodotti sono canna da zucchero, ricino, tabacco, cotone, qāt, frutta e ortaggi, legumi, cereali. Importante il caffè che viene anche esportato; l’allevamento comprende caprini, ovini e bovini; dromedari, cavalli e asini sono utilizzati come mezzi di trasporto.
La pesca viene praticata con successo specialmente nel porto di Hodeida, ma nonostante le estese acque territoriali e le risorse marine che hanno il potenziale di produrre 840.000 tonnellate di pesce ogni anno, l’industria della pesca è relativamente sottosviluppata ed è composta in gran parte da singoli pescatori con piccole imbarcazioni. Negli ultimi anni, il governo ha revocato le restrizioni sulle esportazioni di pesce, e la produzione ha raggiunto ricavi per un valore di 260 milioni di dollari nel 2005. Pesce e prodotti ittici rappresentano solo 1,7 per cento del PIL dello Yemen, ma sono la seconda più grande esportazione. Nel dicembre 2005, la Banca mondiale ha approvato un credito di 25 milioni di dollari per la gestione della pesca; questo progetto dovrebbe migliorare l’attività ittica, fornire ghiaccio per la conservazione del pesce, e permettere il Ministero della Pesca dello Yemen di intraprendere una pianificazione della gestione delle risorse, e delle attività di regolamentazione.
Settore secondario
Riguardo al settore secondario, lo Yemen offre anche giacimenti minerari, da cui si estraggono petrolio e gas naturale viene in quantità però molto minore confronto gli altri paesi della penisola arabica; inoltre la produzione di petrolio è in netto calo, infatti al 2010 si attestava a 258.800 barili di petrolio al giorno[25]; per quanto riguarda il gas naturale dal 2007 è partita la produzione e nel 2009 era arrivata a 520.000.000 metri cubi[26]; altri prodotti del sottosuolo sono rame, piombo, zinco, molibdeno, nichel, oro, gesso e marmo, e diverse miniere di sale in più punti del paese, mentre la manifattura comprende impianti tessili, oleifici, manifatture di tabacchi, concerie. Sono presenti anche cementifici e impianti per la produzione di materie plastiche; l’artigianato yemenita produce prodotti quali tappeti, gioielli, oggetti in ferro e vetro; nel 2010 il tasso di crescita della produzione industriale è cresciuto del 9%[27].
Settore terziario
Il terziario si sta gradualmente sviluppando, ma non ha ancora raggiunto livelli soddisfacenti, dal momento che gran parte del paese risente dell’instabilità politica statale; con la costruzione di moderne vie di comunicazione questo settore ha avuto notevoli impulsi, tanto che sono aumentati i flussi commerciali, ed è stato incrementato il commercio estero; vengono esportati prodotti come petrolio e i suoi derivati, cotone, caffè, cuoio e pelli, pesce.
Il sistema finanziario si regge sul sistema bancario, e lo Yemen non ha alcuna borsa valori. Il sistema bancario è costituito dalla Banca centrale dello Yemen, 15 banche commerciali (nove banche nazionali private, di cui quattro banche islamiche); quattro banche estere private, e due banche di proprietà statale), e due banche di sviluppo statale specializzate. La Banca centrale dello Yemen controlla la politica monetaria e controlla il trasferimento di valute all’estero.
Il turismo ha notevolissime potenzialità di crescita soprattutto sulla costa, nelle isole (Socotra, Kamaran, ʿAbd al-Kūrī, Perim e le isole Hanish) e nella capitale San’a’ grazie ad un mare praticamente incontaminato, ai siti storici e archeologici ed all’architettura di case, palazzi, forti, moschee e minareti[28]. L’industria turistica nello Yemen è ostacolata da infrastrutture limitate, nonché gravi problemi di sicurezza. Gli hotel e i ristoranti del paese sono sotto degli standard internazionali, ed il trasporto aereo e stradale è in gran parte inadeguato. I rapimenti di turisti stranieri rimangono un problema, soprattutto al di fuori delle principali città, e insieme agli attentati terroristici, sono un ostacolo significativo per lo sviluppo del turismo; comunque recenti statistiche sugli arrivi di turisti nello Yemen, segnalavano un crescita infatti si è passati da 155.000 arrivi nel 2003 ai 274.000 del 2004.
In forte crescita il settore delle telecomunicazioni; infatti al 2009 erano 1.046.000 le linee telefoniche , mentre nel 1999 erano solo 188.000[29]; anche la telefonia cellulare ha avuto un boom passando dai 8.250 cellulari del 1995 agli 11.085.000 cellulari del 2009[30]; la linea internet dal 2008 invece sta diffondendosi sempre di più passando dai 370.000 utenti del 2008 ai 2.349.000 del 2009[31].
Trasporti
Il governo yemenita ha investito molto per migliorare il sistema stradale, infatti si è passati dai 67.000 km di strade del 1999 ai 71.330 km del 2005[32], ma solo 6.200 km erano asfaltati.
In totale gli aeroporti nello Yemen erano 57 nel 2012[33]; L’unico aeroporto internazionale è quello di San’a’, che smista il traffico aereo yemenita sia in entrata che in uscita. Gli altri aeroporti del paese sono l’Aeroporto di Hodeidah, l’Aeroporto di Taizz, l’Aeroporto di Aden, l’Aeroporto di Riyan Mukalla, l’Aeroporto di Seyun, l’Aeroporto di Socotra (che collega l’isola alla penisola arabica), e l’Aeroporto di Mukalla; la compagnia di bandiera èYemenia, che nel 2001 ha trasportato in totale 858,000 passeggeri.
I maggiori porti sono quelli di Aden, Al Hudaydah, Al Mukalla, e Mocha.
Nel paese sono totalmente assenti le ferrovie[34], ma dal 2005 ci sono progetti di costruzione soprattutto per quanto riguarda la zona costiera.
Ambiente
Lo 00,0% del territorio è totalmente/parzialmente protetto.
Arte
Teatro
La storia del teatro yemenita risale ad almeno un secolo fa, agli inizi del 1900. Sia dilettanti e professioniste (sponsorizzati dal governo) compagnie teatrali si esibiscono in grandi centri urbani del paese. Molti dei poeti significativi dello Yemen e autori, come Ali Ahmed Ba Kathir, Muhammad al-Sharafi, e Wajdi al-Ahdal, hanno scritto opere teatrali, poesie, romanzi e racconti di autori yemeniti come Mohammad Abdul-Wali e Abdulaziz Al-Maqaleh che sono stati anche adattati per il palcoscenico. Ci sono state produzioni teatrali di commedie di autori arabi come Tawfiq al-Hakim e Saadallah Wannous e di autori occidentali, tra cui Shakespeare, Pirandello, Brecht, e Tennessee Williams. Storicamente parlando, la città portuale meridionale di Aden è la culla del teatro yemenita, ma negli ultimi decenni la capitale, Sana’a, ha ospitato numerosi festival di teatro, spesso in concomitanza con la Giornata Mondiale del Teatro.
Musica
La musica dello Yemen è principalmente conosciuta all’estero per una serie di stelle popolari pan-arabi e ebrei yemeniti che sono diventati stelle musicali in Israele nel corso del 20 ° secolo. Nel mondo arabo, lo Yemen è stata a lungo una capitale culturale. L’Inno nazionale dello Yemen è “United Republic”, scritto da Abdallah “al-Fadhool” Abdulwahab Noman.
L’UNESCO ha proclamato la tradizione di canti poetici di Sana’a, chiamato al-Ghina al-San’ani, un Capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità il 7 novembre 2003.
Cinema
L’industria cinematografica yemenita è nelle sue fasi iniziali: solo due film dello Yemen sono stati prodotti a partire dal 2008. Un nuovo giorno in Old Sana’a (2005) racconta di un giovane che lotta fra mandare avanti un matrimonio tradizionale o fuggire con la donna che ama.
Nel mese di agosto 2008, il ministro degli Interni dello Yemen Mutahar al-Masri ha sostenuto il lancio di un nuovo lungometraggio per educare il pubblico sulle conseguenze di estremismo islamista. La scommessa a perdere è stato prodotto da al-Fadl Olfi. La trama segue due jihadisti yemeniti, che tornano dopo anni passati all’estero, che vengono rimandati a casa di una mente di Al Qaeda per reclutare nuovi membri e per effettuare operazioni mortali nel paese.
Sport
Lo sport più praticato è il calcio; la Nazionale di calcio dello Yemen è affiliata alla FIFA dal 1980. In effetti il paese è stato unificato solo nel 1990 ma la selezione corrente è considerata erede della selezione del Nord. La nazionale di calcio yemenita risulta essere una delle più deboli del panorama calcistico mondiale; infatti non si è mai qualificata ad un mondiale di calcio, non ha mai vinto la Coppa d’Asia ed a Gennaio 2014 figura al 180º posto nella classifica FIFA[35].
Il campionato di calcio locale è organizzato dalla Federazione calcistica dello Yemen. La Yemenita League è la prima divisione del paese ed è composta da quattordici squadre. Alcune delle componenti principali sono Al-Ahli (San’a’), Al Sha’ab Ibb e il vincitore del campionato nel 2006, Al-Saqr. Oltre al campionato c’è la Yemenita’s Cup, vinta nel 2006 da Al-Sha’ab Hadramaut.
Il paese nel 2010 ha ospitato la Coppa delle Nazioni del Golfo 2010; per quanto riguarda gli altri sport, il paese ha vinto una medaglia di bronzo ai XV Giochi asiatici del 2006 Concorso Wushu.
Cucina
La cucina yemenita è molto diversa dalla cucina del Medio Oriente e si differenzia leggermente da regione a regione. Il pollo e l’agnello sono mangiati molto più spesso del manzo, che è costoso. Il pesce è mangiato, soprattutto nelle zone costiere.
Formaggio, burro e altri prodotti lattiero-caseari sono meno comuni nella dieta yemenita. Il burro, tuttavia, è usato quasi quotidianamente in alcuni villaggi dove è più disponibile. I grassi più comunemente utilizzati sono l’olio vegetale e il burro chiarificato, che viene usato nei piatti salati ed in pasticceria.
Anche se ogni regione ha la sua variante, il saltah è considerato il piatto nazionale. È uno stufato di carne chiamato maraq, con un ciuffo di fieno greco, e sahawiq o sahowqa (una miscela di peperoncino, pomodori, aglio, ed erbe in una salsa). Riso, patate, uova strapazzate e verdure vengono aggiunte nel saltah. Si mangia tradizionalmente con il pane yemenita, che è utilizzato come un utensile per raccogliere il cibo.
Lo shakshouka è un piatto popolare nello Yemen: è fatto con uova, carne, pomodori, peperoni, cipolle e spezie (tra cui spesso cumino, curcuma e peperoncino), e di solito è servito con pane yemenita o il pane bianco utilizzato come un utensile.
Altri piatti popolari includono: aseed, fahsa, thareed, Samak mofa, mandi, biryani, Fattah, shafut, e fatoot.
Tè al latte (dopo il qat), tè nero (con cardamomo, chiodi di garofano, o menta), qishr (bucce di caffè), qahwa (caffè), karkadin (un infuso di fiori di ibisco essiccati), Naqe’e Al Zabib (bevanda fredda), e diba’a (nettare di zucca) sono bevande popolari provenienti da tutto lo Yemen. Il mango e il succo di guava sono anche popolari.
Malooga e laxoox sono i tipi più comuni di pane nello Yemen. Malooga si mangia con piatti a base di fagioli, come medames ful (simile al riso e fagioli) . Laxoox si mangia con curry, stufati, e minestre yemeniti, così come i piatti di riso.

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