Rolleiflex biottica

Molti utilizzano ancora con piacere fotocamere analogiche, molti utilizzano ancora modelli storici, per motivi che non sempre sono riconducibili ad una mera motivazione affettiva. Alcune fotocamere definibili di modernariato vengono utilizzate semplicemente perché permettono di ottenere ottime immagini, a volte le si usa per il piacere, forse un po’ feticistico, di maneggiare un oggetto superbamente realizzato, altre volte perché le loro caratteristiche sono uniche e possono rivelarsi utili in determinate situazioni di ripresa. Utilizzare, oggi, una Rolleiflex biottica può derivare da tutte queste motivazioni.
La Rolleiflex biottica è la fotocamera, insieme alla Linhof Technika, che detiene il primato della longevità: viene prodotta dal 1929, con una sola interruzione di due anni nel corso degli anni ottanta; oggi sono disponibili tre versioni.
In questi anni ha utilizzato la Rolleiflex non solo il gotha della fotografia –basti pensare, solo per fare qualche nome, a

Diane Arbus, Richard Avedon, Cecil Beaton, David Bailey, Bill Brandt, Margaret Bourke-White, Robert Doisneau, Ernst Haas, Helmut Newton, Irving Penn, ma anche tantissimi professionisti e fotoamatori, che ne hanno apprezzato la capacità di unire una grande qualità d’immagine ad un’elevata trasportabilità, una grande affidabilità ed una buona velocità operativa.
Negli anni dieci del secolo scorso, un ingegnere della Voigtländer, Reinhold Heidecke, vuole costruire una fotocamera che possa essere utilizzata dai soldati nelle trincee senza doversi sporgere: la scelta di un apparecchio biottico consente di inquadrare dal basso con le mani alzate senza alcun problema; Heidecke vuole evitare il soffietto: quello della sua Kodak 3A -la fotocamera portatile di riferimento in quegli anni- viene pochi giorni dopo il suo acquisto roso dai topi e, poiché questi animali sono molto frequenti nelle trincee, decide che la sua fotocamera utilizzerà una slitta metallica per la messa a fuoco.
Quando Heidecke viene a sapere che le forze armate americane ordinano alla Carl Zeiss un cospicuo di numero di Tessar, si rende conto che quest’ottica è considerata la migliore disponibile e decide che la sua fotocamera ne sarà dotata.
La scelta di utilizzare pellicola in rullo, a scapito delle pellicole piane, deriva dalla ricerca di una soluzione che coniughi la velocità operativa alla qualità: Heidecke sa che, dal 1907, alla Kodak si é trovato il modo di evitare l’incurvamento eccessivo del film, fatto che in precedenza non permetteva di ricavare risultati eccellenti con gli apparecchi a rullo.
La fotocamera che Heidecke ha in mente deve essere facilmente trasportabile in ogni luogo e con ogni tempo e deve avere un mirino grande e luminoso, che permetta di comporre le immagini con facilità.
Nel 1916 Heidecke ha pronto il progetto di massima e lo propone alla Voigtländer: Peter Voigtländer non comprende tuttavia la portata commerciale del progetto di Heidecke e rinuncia alla produzione. Appurato il disinteresse di Peter Voigtländer a produrre il suo apparecchio, Heidecke, trova un socio, Paul Franke, un commerciante di apparecchiature fotografiche: Franke conosce le richieste del mercato ed intuisce le possibilità commerciali dell’apparecchio creato da Heidecke. Nel dicembre del 1919 viene fondata la Franke & Heidecke che inizia a produrre apparecchi stereoscopici progettati da Heidecke. Interessante è ricordare che quando Peter Voigtländer tenterà di cavalcare il successo della Rolleiflex, presentando un apparecchio con caratteristiche analoghe, la Voigtländer Superb, perderà una causa con la Franke & Heidecke per aver copiato troppe soluzioni dalla Rolleiflex; nel 1965, il marchio Voigtländer sarà addirittura acquistato dalla stessa Franke & Heidecke.
Bisogna attendere il 1927 per vedere il primo prototipo della Rolleiflex: nel corso di quell’anno ne vengono prodotti altri dieci e nel dicembre del 1928 comincia la produzione regolare. La vendita inizia il 17 gennaio del 1929: nei primi due anni verranno venduti 3881 esemplari.
Il nome Rolleiflex ha una curiosa derivazione: Roll deriva da rollfilm, ei dalla seconda e terza lettera del nome e del cognome di Heidecke e flex da reflex. La pronuncia corretta è ‘Rollaiflex’.
Nelle note sottostanti vengono identificati e descritti tutti i modelli e varianti di Rolleiflex con indicazione su date di produzione, matricole, caratteristiche tecniche ed estetiche, dove disponibile; In genere vengono indicate le differenze rispetto al modello descritto precedentemente; destra e sinistra si riferiscono sempre all’apparecchio visto frontalmente. La descrizioni sono cronologiche all’interno delle quattro grandi tipologie di Rolleiflex: Rolleiflex 3,5, Rolleiflex 2,8, Rolleiflex T, Tele-Rolleiflex e Weitwinkel-Rolleiflex. La denominazione dei modelli Rolleiflex non è univoca: ho cercato di utilizzare la deniminazione originale, riportando in alcuni casi la denominazione alternativa, spesso maggiormente utilizzata nei paesi anglosassoni.

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